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Polo Universitario Penitenziario

Gli impegni degli enti firmatari

Il progetto dell’Università in carcere è tenuto attivo dalla collaborazione fra docenti universitari, tutor e volontari che assieme offrono un servizio di supporto allo studio per integrare lo studio universitario nel quadro dei percorsi formativi e riabilitativi dei detenuti. 
Il progetto è esteso anche ai detenuti in alta sicurezza, in sezioni protette e in esecuzione penale esterna. 
L’iniziativa è rilevante per estensione, coinvolgimento delle istituzioni, offerta formativa, numero di docenti ed operatori coinvolti. 

L’Art. 6 dell’Accordo specifica i compiti che ogni Ente si impegna ad adottare per lo sviluppo di tale progetto:

Le Università si impegnano a: 
a) garantire la didattica per gli studenti ammessi nelle sedi del Polo Penitenziario della Toscana. 
b) valutare, per ciascun anno accademico, la possibilità di configurare in modo agevolato i contributi studenteschi. 
Le quattro Università (Firenze, Pisa, Siena e Siena per stranieri) garantiscono ai detenuti l’accesso a tutti i corsi di laurea attivati presso le diverse Scuole o Dipartimenti.

La Regione si impegna a: 
a) garantire, per il triennio di vigenza dell’accordo, un contributo atto a coprire le spese necessarie al funzionamento della Segreteria Regionale del Polo Universitario Penitenziario. 
b) conferire tramite ARDSU le borse e i contributi previsti dalla normativa regionale in materia.

Il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione penitenziaria (PRAP) si impegna a: 
a) favorire con ogni necessaria iniziativa il consolidamento dell’esperienza del Polo Universitario Penitenziario della Toscana ed il suo ulteriore sviluppo. 
b)  creare un coordinamento fra gli istituti del Polo Universitario per garantirne la massima efficienza.

 
ultimo aggiornamento: 13-Apr-2018
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